Letture a naso


Il senso che prediligo è sicuramente l’olfatto. Il naso è per me un organo importante con cui analizzo e scansiono il mondo, la gente, le mie esperienze. Fin da piccola riconoscevo chi era uscito dal mio condominio appena prima di me, solo grazie all’odore che c’era. Questo non perché i miei vicini puzzassero, ma perché ogni casa ha il suo tipico odore, prodotto dalle persone e dalle cose che sono nell’abitazione, da ciò che mangiano, da quello che fanno e chi ci vive non lo sente.
Il mio naso è molto sensibile, odio i profumi forti, soprattutto quelli delle donne, che sembrano fatti distillando molecole di mal di testa, odio il profumo del gelsomino o del tiglio, che mi fanno starnutire o mi addormentano il naso.
Non sono schizzinosa, non è detto che siano cose puzzolenti quelle che mi infastidiscono, sono semplicemente odori che mi fanno pizzicare il naso in maniera odiosa, starnutire e venire i nervi.
Sarà per questo che mi incuriosì moltissimo, anni fa, “Il Profumo” di P. Suskind, un libro che lessi grazie ad un professore di filosofia delle superiori, che ci aveva consigliato tale lettura per le vacanze estive. Un libro che parla solo ed esclusivamente di nasi e odori.
Il protagonista è un tipo strano, che non ha un odore proprio, ma con un naso analizzatore del mondo, con il quale capisce l’animo delle persone, la loro indole, i loro pensieri.
La storia è abbastanza semplice, scritta molto bene, scorrevole e piace a coloro che leggono inquietanti thriller. Lui è un personaggio ambiguo, infido, spaventoso e mette a disagio quelli che gli stanno intorno, perché ha qualcosa di sbagliato: il suo essere privo di odore personale.
Questa cosa è bizzarra, ma realistica: l’olfatto è un senso che va da sé in automatico, in maniera quasi del tutto inconscia. In effetti noi respiriamo automaticamente e sempre, da svegli o addormentati, finché non moriamo. E quando siamo costretti a respirare con la bocca ci sentiamo privi di molte sensazioni.
Mangiando con il raffreddore, non percepiamo che i 4 sapori che può analizzare la lingua: salato, dolce, amaro, acido.
E tutto il resto? Tutto quel tripudio che caratterizza la ricchezza di un lauto pasto?
Tutto il resto, è merito del vostro bel nasino.